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                                                                     ORIENTAMENTI GENERALI SUL RUOLO

 

DEI PADRINI E DELLE MADRINE

 

 

 

Ai presbiteri, diaconi e fedeli delle comunità cristiane della Sardegna. Noi vescovi della Sardegna, proseguendo un cammino di riflessione e di approfondimento, alla luce della prassi già avviate in alcune nostre Diocesi, del magistero di Papa Francesco, nelle Note della CEI sull'iniziazione cristiana, degli Orientamenti della CEI per l'annuncio e la catechesi in Italia, dell'esperienza di diverse Chiese locali italiane e, non ultime, delle indicazioni del Codice di Diritto Canonico, offriamo le seguenti linee di orientamento sul ruolo dei padrini e delle madrine nella pratica dell'iniziazione cristiana.

 

 

 

1. Promozione di una pastorale di formazione permanente dei cristiani. Anzitutto riteniamo necessario e indispensabile superare progressivamente la pastorale finalizzata alla sola amministrazione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana per promuovere una pastorale di formazione permanente dei cristiani. Siamo convinti che la comunità ecclesiale si debba adoperare per formare dei cristiani autentici, non solo dei “battezzati”.

 

 

2. Responsabilità di tutta la comunità cristiana. Ci preme riaffermare che tutta la comunità ecclesiale e, in concreto, tutta la comunità parrocchiale si deve sentire responsabile dell'iniziazione cristiana dei fanciulli, dei ragazzi e degli adulti ed è chiamata a vivere questa responsabilità nel contesto delle nostre Diocesi, come vera e primaria missione evangelizzatrice.

 

 

3. Condivisione della corresponsabilità. La corresponsabilità nel compiere il percorso dell'iniziazione cristiana, dal Battesimo alla Confermazione, alla partecipazione piena e consapevole all'Eucarestia, all'interno della vita parrocchiale, va condivisa valorizzando sempre meglio il ruolo insostituibile dei genitori, quello dei catechisti, dei padrini, degli altri familiari e degli amici e, ovviamente, il ruolo insostituibile del parroco.

 

4. Ruolo del padrino e della madrina. Per quanto riguarda, in modo specifico, il ruolo dei padrini e delle madrine vanno tenuti presenti i requisiti richiesti dalla normativa generale della Chiesa, secondo una tradizione antica e tutt'ora attuale, espressa nel canone 847 del Codice di Diritto Canonico. Questa prevede un solo padrino e una sola madrina per il Battesimo e un solo padrino o una sola madrina per la Confermazione.

Riconosciamo il grande valore che il padrinato ha assunto lungo i secoli nella Chiesa quale segno efficace della partecipazione del popolo di Dio alla crescita spirituale dei fedeli, designando alcuni rappresentanti per un accompagnamento più personalizzato (“delegato dalla comunità locale”, cfr. RICA, Introduzione, n. 43). Siamo altresì consapevoli “delle difficoltà emergenti dalla concreta situazione pastorale a volte tentata di vedere nella richiesta della presenza dei padrini una sorta di adempimento formale o di consuetudine sociale in cui rimane ben poco visibile la dimensione di fede” (CEI, Incontriamo Gesù, n. 70). Nonostante ciò, va fatto lo sforzo di ridare a questa figura il ruolo che la tradizione della Chiesa le ha consegnato fin dal catecumenato antico. Per questo, la scelta del padrino e della madrina va fatta “curando che sia persona matura nella fede, rappresentativa della comunità, approvata dal parroco, capace di accompagnare il candidato nel cammino verso i sacramenti e di seguirlo nel resto della vita con il sostegno e l'esempio “CEI, Iniziazione cristiana/3, n. 59). A questo scopo, a seconda delle risorse della comunità, possono essere pensati percorsi essenziali di preparazione insieme ai genitori, affinché i candidati ad essere padrini riflettano sull'assunzione di responsabilità connessa con questo ruolo e sulla loro testimonianza di fede.

 

5. La figura del testimone. Occorre non dimenticare, tuttavia, come si afferma nel medesimo canone 874 del CIC, che i padrini e le madrine vengano assegnati al battezzando e al cresimando solo quando ciò sia possibile. Pertanto, quando la persona che si desidera designare come padrino madrina manca di qualcuno dei requisiti necessari, tale persona può essere designata come testimone, secondo una prassi già in atto in molte Chiese locali, e prevista dal documento CEI sulla catechesi e l'annuncio, che demanda alle Conferenze Episcopali Regionali “il discernimento in materia, e la valutazione dell'opportunità pastorale di affiancare - solo come testimoni del rito sacramentale - quelle persone indicate dai genitori che, pur non avendo i requisiti prescritti, esprimono pur sempre una positiva vicinanza parentale, affettiva, ed educativa” (Incontriamo Gesù, n. 70). Perciò è necessaria anche la formazione del testimone in riferimento al sacramento che si celebra.

 

6. I padrini e le madrine non sono figure isolate. I padrini e gli eventuali testimoni non devono essere figure isolate ma vanno inseriti nel cammino che la comunità parrocchiale compie in vista dell'iniziazione cristiana dei candidati. È necessario, infatti, che genitori, padrini, testimoni e altre persone vicine al battezzando o al cresimando compiano un percorso di preparazione personale per approfondire il significato del sacramento che sarà celebrato e per saper offrire al neo battezzato e al neo cresimato un serio aiuto spirituale per la sua vita cristiana.

 

7. Impegno educativo anche dopo la celebrazione del sacramento. Per tutti, genitori e familiari, catechisti, padrini e testimoni, deve continuare l'impegno dell'accompagnamento educativo cristiano anche dopo la celebrazione del sacramento.

 

8. Il ruolo del parroco. Un ruolo particolarmente importante e delicato è ovviamente riservato al parroco, come pastore che rappresenta in ciascuna comunità parrocchiale il Vescovo, primo responsabile dell'iniziazione cristiana nella Diocesi, ministro ordinario della Confermazione e dell'iniziazione cristiana degli Adulti.

 

9. Ogni Vescovo accompagnerà questi orientamenti con un proprio decreto attuativo per la propria diocesi circa le modalità concrete di presenza dei testimoni nel corso della celebrazione.

 

10. Questo documento è stato approvato ad experimentum per tre anni da noi vescovi della Conferenza Episcopale Sarda, nella seduta del 17-18 ottobre 2016.  

 

 

                                                                                                                                                              I vescovi delle diocesi della Sardegna